I pronomi relativi hanno la funzione di mettere in relazione una proposizione principale con una subordinata (relativa) richiamando un termine già espresso in precedenza.
Che
È il legame di collegamento più frequentemente usato e invariabile. Può essere usato sia come soggetto sia come complemento oggetto. Non può mai essere omesso:
È una donna che adora la musica (soggetto)
I turisti che arrivano in Italia
La musica che Marta adora (oggetto)
Il treno che prendo alle due
Il quale, la quale, i quali, le quali
Sono usati come soggetto in sostituzione di Che nel registro formale o nella lingua scritta.
Cè un signore alla porta, il quale (che) dice di volerti parlare.
I turisti, i quali (che) arrivano in massa in Italia... (stile giornalistico)
Sono invece comunemente usati come complemento indiretto, accompagnati da preposizione:
La persona alla quale ti sei rivolto, non era quella idonea.
Luomo del quale ti ho parlato è il Sig. Brambilla.
Luso di il quale, in sostituzione di che è necessario:
Ho parlato con la moglie di Mario, la quale insegna matematica
("che" potrebbe riferirsi alla moglie o a Mario)
Ho incontrato il padre di Laura, il quale è appena tornato dalle vacanze.
("che" potrebbe riferirsi al padre o a Laura)
Vidi una donna molto anziana in cortile, la quale mi disse...
Cui
Si usa come complemento indiretto ed è sempre preceduto da una preposizione, tranne nel complemento di termine in cui la "a" è facoltativa:
La ragazza di cui ti ho parlato ieri è quella!
La persona a cui/cui ho telefonato mi ha detto che...
Le persone con cui lavoro mi piacciono molto
Anche cui, come "che", può essere sostituito da il quale, la quale, i quali, le quali. In questi casi la preposizione che precede cui si unisce con l'articolo e diventa una preposizione articolata:
La persona di cui ti ho parlato Þ della quale ti ho parlato
La persona a cui ho telefonato Þ alla quale ho telefonato
Le persone con cui lavoro Þ con le quali lavoro
I pronomi così formati non sono sentiti più formali rispetto a cui, e sono molto frequenti.
Da notare: La congiunzione relativa dove può sostituire le forme "in cui" e "nel/nella/nei/nelle quale/i":
La scuola dove/in cui/nella quale insegno è a dieci chilometri.
Il negozio dove/in cui/nel quale lavoro non è molto lontano.
L'ho comprato in quel negozietto dove/in cui/nel quale andiamo di solito.
Chi (pronome relativo "doppio")
È usato solamente per persone, o esseri animati, mai per le cose. È usato solamente alla terza persona singolare ed è uguale per il femminile e per il maschile. È chiamato pronome "doppio", perché ha due funzioni insieme:
pronome dimostrativo quello/quella, o indefinito qualcuno/qualcuna;
pronome relativo che, il quale, la quale.
Per questa sua caratteristica chi è l'unico fra i pronomi relativi che può essere usato in modo assoluto, cioè senza essere preceduto da un pronome:
Chi non nuotava, guardava gli altri
(quelli che; coloro i quali non nuotavano guardavano gli altri)
C'era anche chi non nuotava
(qualcuno che non nuotava)
Da notare:
Chi può essere usato anche come pronome interrogativo per fare domande:
Chi è quella ragazza?
Le preposizioni collegano tra loro gli elementi di una frase, o due frasi tra loro. Le preposizioni sono invariabili.
Quando le preposizioni di, a, da, in, su incontrano un articolo devono obbligatoriamente unirsi con esso e formare una preposizione articolata (+ lo: dello, allo, dallo, nello, sullo, ecc.).
Di
La preposizione DI si può usare per indicare:
Specificazione È la penna di Marco
Denominazione La città di Firenze
Provenienza Di dove sei? Sono di Milano
Vorrei della carne
Mi dà delle mele?
Materia Un tavolo di legno
Paragone Lui è migliore di me
Giovanni è meno alto di Franco
Grazia è più alta della mia amica
Causa È morto di paura
Modo Va sempre di corsa
Argomento Il corso di italiano
Tempo È una ragazza di ventanni
Destate fa caldo
Fine Ha la cintura di sicurezza
Quantità È un pacco di 3 Kg.
Qualità È un libro di valore
abbondante, certo, contento, felice, lieto, maggiore, geloso, capace, completo, esperto, minore, povero, scarso, privo, stanco, bisognoso, degno, responsabile, sicuro, ecc.
La preposizione A si usa per indicare:
Moto a luogo Domenica vado a Roma
Stato in luogo Maria è a casa
Abito a Perugia, in via dei Filosofi
Distanza Abito a tre chilometri da Roma
Termine Mi dedico al lavoro
Tempo Le lezioni finiscono a mezzogiorno
Età Mi sono laureato a 27 anni
Modo Un gelato al limone
Mezzo o strumento Un oggetto fatto a mano
Misura Abito a cento metri da te
Fine o scopo Una squadra punta al successo
Qualità Un quaderno a righe
Causa Mi sveglio a ogni rumore
Limitazione e paragone Ho un dolore qui al fegato
Dopo davanti, dietro, in fondo, di fronte, vicino: In fondo alla strada
Davanti a sinistra e destra: Giri a sinistra
adatto, affine, analogo, attento, caro, conforme, contrario, dannoso, diretto, disposto, estraneo, favorevole, fedele, grato, gradito, idoneo, indifferente, inferiore, nocivo, noto, pronto, propenso, relativo, sconosciuto, sensibile, simile, sordo, superiore, uguale, utile, vicino, ecc.
Da
La preposizione DA si usa per indicare:
Moto a luogo* Non posso venire da te (a casa tua)
Vado da Antonia (a casa sua)
È andata da lui (a casa sua)
Andiamo dal medico (allo studio del medico)
Stato in luogo* Mi trovo da tuo fratello (a casa sua)
Provenienza Vengo da Roma (luogo)
La lingua italiana viene dal latino
Dalle 8,00 in poi sono a casa (tempo)
Distanza: È lontano da qui?
Abita a 6 chilometri da Venezia.
Moto per luogo Sono scappati dal retro
Tempo Non la vedo da alcuni giorni
Causa Ho le mani rosse dal freddo
Fine o scopo Vorrei qualcosa da leggere (Da + infinito)
(Da + infinito) Qualcosa da bere? (Da + infinito)
E da mangiare? (Da + infinito)
Prezzo Vorrei un gelato da 2000 lire
Modo Si comporta da gentiluomo
Limitazione È cieco da un occhio
La preposizione DA è retta generalmente dai seguenti aggettivi:
lontano, esente, diverso, indipendente, libero, immune, reduce, differente, ecc
* Davanti a un nome di persona, un pronome o una professione indica il luogo in cui queste persone si trovano.
In
La preposizione IN esprime nel suo significato fondamentale lidea di collocazione interna o di inserimento, il trovarsi all'interno di qualcosa.
Si usa per indicare:
Stato in luogo Abita in Italia
In Toscana c'è una campagna bellissima
Molti italiani sono emigrati in America
Antonella è in ufficio a quest'ora
Moto a luogo Devo entrare in casa
Moto per luogo Ho viaggiato in tutto il mondo
Tempo determinato Giulio Cesare è morto nel 44 a.c.
Tempo continuato Spero che in estate tornerai in Italia
Modo Voglio stare in pace
Limitazione È bravo in matematica
Si è laureata in ingegneria
Materia Si tratta di una scultura in marmo
Mezzo Vado in treno, in aereo, in auto
Fine/scopo Ha ricevuto in dono una rosa
Ho preso in affitto una camera
Con
La preposizione CON indica nel suo significato fondamentale un rapporto di unione e di aggiunta. Si usa per indicare:
Compagnia/unione Vado in vacanza con Cristina
Mezzo Arriva con il treno delle 7,30
Vengo con la macchina di Lorella
Modo Lavora con impegno
Stasera mi metto in pantofole
Qualità È un signore con i capelli bianchi
Causa Con questa neve non si può uscire
Relazione/paragone Luigi parla con tutti volentieri
Il professore ha messo a confronto Verga con Galdós
Circostanza È abituato a guidare con la pioggia
Conclusivo Con questo augurio, ti saluto
Su
La preposizione SU indica nel suo significato fondamentale la posizione di qualcosa sopra unaltra cosa; indica una posizione di superiorità, di vicinanza nello spazio.
Si usa per indicare:
Stato in luogo I libri sono sul tavolo
C'è un ristorante sul lago molto bello
Il quadro è sul muro
Moto a luogo Andiamo su quellalbero a vedere
Argomento Un libro sugli animali
Un film sulla vita di Napoleone
Quantità/Numero
imprecisato Luigi è sui cinquant'anni (età)
È sulla cinquantina (età)
Maurizio pesa sui cento chili (peso)
Costa sulle cinquantamila lire (prezzo)
Arrivo sul presto/sul tardi (tempo)
Modo Compro scarpe su misura
Materia È unincisione su legno
Per
La preposizione PER indica nel suo significato fondamentale, un rapporto di spazio, tempo, causa, fine ed il suo valore è principalmente di tramite.
Si usa per indicare:
Moto per luogo Il treno passa per Torino (passaggio)
Esci per la porta posteriore
Moto a luogo Il treno per Napoli (direzione)
Partire per l'America
Stato in luogo Era seduta per terra
Opinione Per me hai sbagliato
Tempo determinato Verrò da te per Natale
Tempo continuato Non ho dormito per tutta la notte
Causa Non sono uscita per il cattivo tempo
Vantaggio Questa medicina fa bene per il mal di gola
Fine/scopo Faccio un viaggio per divertimento
Mezzo/strumento Vorrei comunicare per telefono
Prezzo/stima Ha subito danni per due milioni
Per + infinito può introdurre una causa o uno scopo:
Per parlare con lui hai fatto tardi!
Vi scrivo per sapere.
Vado al supermercato per comprare della frutta.
Da notare: per primo, per secondo, per contorno ecc. indicano le varie portate di un pranzo.
Per primo che prendi?
per secondo della carne arrosto
TRA/FRA
Le preposizioni TRA/FRA hanno lo stesso significato e non hanno differenze d'uso. Indicano nel loro significato fondamentale, un rapporto di posizione intermedia tra due elementi.
Si usano per indicare:
Stato in luogo Quello tra mio padre e mia madre è mio fratello (in mezzo a)
Perugia e fra Firenze e Roma
Siediti tra noi
Distanza Tra cinque chilometri siamo arrivati (nello spazio)
Fra cinque minuti sono a casa (nel tempo)
Fra poco arrivo (nel tempo)
Tra poco siamo arrivati (nel tempo)
Moto a luogo Vieni tra noi!
Moto per luogo Correva tra gli alberi
Partitivo E il migliore tra loro
Modo Fra lacrime di gioia ci siamo incontrati
Relazione Siamo tra amici
Quando l'articolo determinativo è preceduto dalle preposizioni di, a, da, in, su, si fonde con queste e dà luogo alle preposizioni articolate.
di + lo = dello
su + la = sulla
a + l' = all'
ecc.
Per quanto riguarda le preposizioni articolate formate con la preposizione con, in genere nella lingua scritta si preferiscono le forme staccate con il, con la, con i ecc.
USO DELLE PREPOSIZIONI CON I VERBI
In italiano ci sono verbi che richiedono l'uso di particolari preposizioni:
Verbi + A + infinito
| Abituare a Abituarsi a Iniziare a Cominciare a Riuscire a Affrettarsi a |
Continuare a Aiutare a Contribuire a Obbligare a Servire a Rinunciare a |
Abituarsi a Decidersi a Provare a Limitarsi a Insegnare a Imparare a, ecc. |
Ho iniziato a studiare
Continuava a far freddo
Non sono riuscito a chiudere la serratura
Mi sono abituato a vivere da solo
Mi sono finalmente deciso a cambiare la macchina
Ho provato a chiamarti tutta la mattina
Verbi + A
| Affidare a Domandare a Consigliare a Mandare a Obbedire a |
Comunicare a Consigliare a Fare a Offrire a Portare a |
Presentare a Impedire a Partecipare a Regalare a, ecc. |
Comunico a tutti il mio matrimonio
Ho consigliato a Lucia di non andare
Ho regalato a Paola una borsa
Hai partecipato al Congresso?
Verbi + DI + infinito
| Decidere di Cercare di Pensare di Accorgersi di Preoccuparsi di Ricordarsi di |
Finire di Smettere di Accettare di Dire di Dimostrare di Credere di |
Dimenticare di Sapere di Consigliare di Sperare di Aspettare di, ecc. |
Hai finito di lavare i piatti?
Ha smesso di piovere
Ho deciso di andare in treno
Ricordati di portare i libri
Penso di andare a trovarlo domani
Cerca di tornare presto
Non mi sono accorta di averlo offeso
Verbi + DI
| Dimenticarsi di Accorgersi di Ricordarsi di Vergognarsi di |
Dubitare di Preoccuparsi di Meravigliarsi di, ecc. |
Non ti dimenticare di me
Ti sei accorto di quanto sia triste?
Ti ricordi di Luisa?
DA + infinito
Può introdurre proposizioni consecutive o finali:
È tanto ingenua da credere a tutti (consecutiva)
È una persona da aiutare (consecutiva)
Hai qualcosa da bere? (finale)
Portati qualcosa da leggere (finale)
PER + infinito
Può introdurre una causa o uno scopo:
Per parlare con lui hai fatto tardi! (causa)
Vi scrivo per sapere. (scopo)
Vado al supermercato per comprare della frutta. (scopo)
N.B. Stare per si usa per esprimere un azione prossima o immediata:
Stavo per telefonarti, ma tu mi hai preceduto
Il verbo indica unazione, uno stato o un modo di essere di persone o cose.
Come il nome, anche il verbo ha una parte invariabile che si chiama radice e una parte variabile che si chiama desinenza o terminazione e che indica le diverse forme del verbo: modo, tempo, persona, numero e aspetto
| RADICE | DESINENZA (persona) |
DESINENZA (modo) |
DESINENZA (tempo) |
DESINENZA (numero) |
AM |
-O (io) | -EREI (condizionale presente) | singolare | |
AM |
-I (tu) | -AVI (indicativo imperfetto) | singolare | |
AM |
-ANO (loro) | -ASSERO (congiuntivo imperfetto) | plurale | |
Modi finiti (o personali) Indicativo Congiuntivo Condizionale Imperativo |
Modi infiniti (o impersonali) Infinito Participio Gerundio |
SINGOLARE |
PLURALE |
|
| La prima persona indica chi parla | IO mangio | NOI mangiamo |
| La seconda persona indica chi ascolta | TU mangi | VOI mangiate |
| La terza persona indica ciò o colui/coloro di cui si parla | LUI/LEI mangia | LORO mangiano |
Io parto (una sola persona, quindi singolare)
Noi partiamo (più persone, quindi plurale)
L'aspetto indica il modo in cui chi parla considera l'azione: momentanea, ripetitiva, in corso di svolgimento mentre si parla, compiuta o incompiuta.
L'aspetto può essere espresso con il tempo del verbo:
Sono andato al cinema (passato prossimo; azione compiuta)
Andavo al cinema tutte le settimane (imperfetto; azione ripetitiva)
L'aspetto può essere espresso anche con mezzi sintattici come la costruzione perifrastica stare + gerundio:
Sto leggendo un libro (nel momento in cui parlo, l'azione è considerata durante il suo svolgimento)
I verbi essere e avere hanno anche la funzione di verbi ausiliari perché intervengono nella formazione delle forme composte dei tempi verbali (passato prossimo, condizionale passato, congiuntivo passato ecc.).
Il verbo essere è usato come ausiliare:
Mi sono lavato
Mi sono lavato le mani
Ci siamo sposati
Si sono vergognati
· con molti verbi intransitivi - verbi che non possono avere un oggetto su cui ricade l'azione, come ad esempio: uscire, partire, venire, andare, arrivare, cadere, succedere, morire, nascere, invecchiare, giungere, rimanere, costare, diventare, ecc.
Sono uscito presto
È andato via
· per realizzare la forma passiva:
Il libro è stato perso
· con i verbi impersonali
Mi è sembrato interessante
· con il Si impersonale
Si è parlato a lungo
Nei tempi composti formati con l'ausiliare essere il participio passato concorda in genere e numero con il soggetto:
Lucia è andata via
Loro sono partiti
Carlo sarebbe rimasto
Il verbo avere è usato come ausiliare:
Ho mangiato un panino
Ho aperto la porta
con alcuni verbi intransitivi, come: abitare, cenare, passeggiare, ridere, dormire, pensare, parlare, camminare, sognare, giocare, ecc.
Ho parlato a lungo
Hai dormito bene?
Ho abitato 30 anni a Barcellona
Abbiamo riso tantissimo
con i verbi servili (potere, volere, dovere) quando non sono seguiti da un altro verbo all'infinito:
Ho dovuto.
Da notare: Alcuni verbi possono avere come ausiliare, sia essere che avere, a seconda dei casi. Si usa lausiliare avere con i verbi seguiti da un oggetto, ossia con quelli usati transitivamente. Si usa invece lausiliare essere con i verbi usati intransitivamente, con quelli, cioè, che non sono seguiti dall'oggetto.
In due anni sono cambiata molto (uso intransitivo)
Ho cambiato casa (uso transitivo)
Il film è cominciato alle 8 (uso intransitivo)
Ho cominciato un nuovo libro (uso transitivo)
I verbi italiani sono divisi in tre gruppi (coniugazioni).
Appartengono alla prima coniugazione i verbi che all'infinito terminano in -ARE:
amare, lavorare, mangiare, pensare ecc.
Appartengono alla seconda coniugazione i verbi che all'infinito terminano in -ERE:
leggere, vedere, temere, rimanere ecc.
Appartengono alla terza coniugazione i verbi che all'infinito terminano in -IRE:
partire, offrire, finire, capire ecc.
In ogni verbo si distinguono:
am- in amare, tem- in temere, fin- in finire
· una vocale che caratterizza la coniugazione (vocale tematica):
-e- per la seconda coniugazione (tem-e-re)
-i- per la terza coniugazione (part-i-re)
· una parte variabile che permette di individuare il modo, il tempo, la persona e il numero:
-va per la terza persona singolare dell'imperfetto indicativo (am-a-va), ecc.
PARTICOLARITÀ DELLA PRIMA CONIUGAZIONE
I verbi che terminano in -CARE e -GARE (cercare, pregare), per mantenere il suono velare /k/ e /g/ aggiungono h tra la radice del verbo e la desinenza che inizia per e o per i:
cercare cerc-h-i (presente indicativo, 2ª persona singolare)
cerc-h-erò (futuro semplice, 1ª persona singolare)
pregare preg-h-i (presente indicativo, 2ª persona singolare)
preg-h-erò (futuro semplice, 1ª persona singolare)
I verbi che terminano in -CIARE , -GIARE e -SCIARE (cominciare, mangiare, lasciare), perdono la i quando la desinenza inizia per e o per i:
cominciare cominc-erò (futuro semplice, 1ª persona singolare)
cominc-iamo (presente indicativo, 1ª persona plurale)
mangiare mang-erò (futuro semplice, 1ª persona singolare)
mang-iamo (presente indicativo, 1ª persona plurale)
lasciare lasc-erò (futuro semplice, 1ª persona singolare)
lasc-iamo (presente indicativo, 1ª persona plurale)
I verbi che terminano in IARE (inviare, avviare, ecc.) mantengono la i anche davanti a desinenza che incomincia per i se nella prima persona dellindicativo presente hanno la i tonica:
altrimenti la perdono
io stùdio: tu studi, che essi studino
PARTICOLARITÀ DELLA SECONDA CONIUGAZIONE
I verbi che terminano in -CERE e -GERE (vincere, piangere), cambiano il suono in /k/ e /g/ quando la desinenza inizia per a o per o:
vincere vinc-o (presente indicativo, 1ª persona singolare)
vinc-a (congiuntivo presente, 3ª persona singolare)
piangere piang-o (presente indicativo, 1ª persona singolare)
piang-a (congiuntivo presente, 3ª persona singolare)
I verbi che terminano in CERE e che hanno la prima persona del presente indicativo in CIO (piaccio) prendono la i davanti alle vocali a, o, u delle desinenze:
PIACERE: piacciano, piacciono, piaciuto.
Alcuni verbi, come possedere, tenere, quando sulla e del tema cade laccento, la mutano in ie:
possièdo, possièdi ma possediàmo, possedéte
tièni, tiène ma teniàmo, tenéte
PARTICOLARITÀ DELLA TERZA CONIUGAZIONE
Molti verbi della terza coniugazione inseriscono l'infisso
-ISC, tra la radice e la desinenza:
FINIRE: fin-isc-o
L'infisso -isc- si inserisce nei seguenti modi e tempi:
nella 3ª persona plurale
io fin-isc-o lui/lei fin-isc-e
tu fin-isc-i loro fin-isc-ono
nella 3ª persona plurale
che io fin-isc-a che lui/lei fin-isc-a
che tu fin-isc-a che loro fin-isc-ano
alla 3ª persona plurale
fin-isc-i (tu) fin-isc-a (lui/lei, Lei)
fin-isc-ano (loro, Loro)
Alcuni tra i verbi che utilizzano questa forma sono: obbedire, capire, tradire, patire, fallire, definire, abbellire, diminuire, indebolire e molti altri.
Alcuni verbi hanno le due forme:
Applaudire: io applaudo, io applaudisco
Mentire: io mento, io mentisco
Lindicativo e il modo della realtà, delloggettività, della certezza. Il tempo presente esprime generalmente la relazione di contemporaneità tra lazione espressa dal verbo e il momento in cui si parla.
Luigi legge un libro (in questo momento, quando dico
questa frase).
Viene anche utilizzato in molti altri casi. Vediamoli insieme.
Principali usi del presente indicativo:
L'italiano è una lingua facile
La terra ruota intorno al sole
· per esprimere un'azione abituale che si ripete nel presente
Studio tutte le mattine
· per esprimere un'azione iniziata nel passato che ancora continua nel presente
Lavoro in questo ufficio da cinque anni
· per esprimere un'azione futura considerata certa
Quest'anno vado in vacanza in montagna
Il presente indicativo si forma aggiungendo alla radice del verbo le desinenze del presente di ciascuna coniugazione, come nei seguenti esempi:
SINGOLARE |
PLURALE |
|||
| 1° Coniugazione | Io pens Tu pens Lui/Lei pens |
-o -i -a |
Noi pens Voi pens Loro pens |
-iamo -ate -ano |
| 2° Coniugazione | Io prend Tu prend Lui/Lei prend |
-o -i -e |
Noi prend Voi prend Loro prend |
-iamo -ete -ono |
| 3° Coniugazione | Io apr Tu apr Lui/Lei apr |
-o -i -e |
Noi apr Voi apr Loro apr |
-iamo -ite -ono |
Il passato prossimo si usa per esprimere un fatto o unazione avvenuti nel passato ma che hanno una relazione con il presente o hanno degli effetti su di esso.
Ho lavorato molto (ed ora sono stanco)
Il passato prossimo si forma con il presente dell'ausiliare essere o avere + il participio passato del verbo come nei seguenti esempi:
1ª coniugazione io ho pens - ato
io sono st - ato
2ª coniugazione io ho sap - uto
io sono cad - uto
3ª coniugazione io ho dorm - ito
io sono part ito
Quando il passato prossimo è formato con l'ausiliare avere, non c'è accordo tra il soggetto della frase e il participio passato:
Luigi ha lavorato molto
Carla ha lavorato molto
Quando il passato prossimo è formato con l'ausiliare essere, è necessario accordare il participio passato con il soggetto della frase:
Luigi è partito
Carla è partita
Principali usi del passato prossimo indicativo:
Ho scritto fino alle 11
Ho iniziato a studiare due ore fa
Ho studiato italiano per due anni
· con azioni definite e improvvise (si veda la differenza con limperfetto indicativo):
Facevo colazione quando è arrivata Anna
Leggevo un libro, quando hai telefonato
· con azioni i cui effetti perdurano e si ripercuotono nel presente
Ho scritto fino alle 11 (e ora sono stanco)
Non ho studiato abbastanza (e ora non sono preparato)
Da giovane ho letto molto (e ora ho una buona cultura)
Hai già fatto riparare la radio
Non ho mai mangiato gli spaghetti (finora)
Questanno sono andata al mare
Limperfetto e un tempo del passato che esprime azioni non precisamente definite nel tempo; non indica quindi linizio o la fine di unazione:
Da bambino andavo in vacanza al mare
Spesso facevo una passeggiata
Principali usi dellimperfetto indicativo:
Comprava il giornale tutti i giorni
Quando ero al mare prendevo il sole
Facevo il bagno quando squillò il telefono
Mentre mi riposavo, è arrivato Guido
Mentre studiavo Mario ascoltava la musica
· per raccontare un sogno, in quanto permette di sottolineare l'irrealtà dell'evento
· per formulare richieste in modo gentile
- Cosa voleva?
L'imperfetto si forma aggiungendo alla radice del verbo le desinenze dell'imperfetto di ciascuna coniugazione, come nei seguenti esempi:
SINGOLARE |
PLURALE |
|||
| 1° Coniugazione | Io pens Tu pens Lui/Lei pens |
-avo -avi -ava |
Noi pens Voi pens Loro pens |
-avamo -avate -avano |
| 2° Coniugazione | Io prend Tu prend Lui/Lei prend |
-evo -evi -eva |
Noi prend Voi prend Loro prend |
-evamo -evate -evano |
| 3° Coniugazione | Io apr Tu apr Lui/Lei apr |
-ivo -ivi -iva |
Noi apr Voi apr Loro apr |
-ivamo -ivate -ivano |
IMPERFETTO O PASSATO PROSSIMO?
AZIONE DURATIVA (Imperfetto) |
AZIONE COMPIUTA CON EFFETTI NEL PRESENTE (Passato prossimo) |
Ç È Ç È Ç È Ç È 10,30Ç È Ç È Ç È Ç È Alle 10,30 studiavo ancora. |
Ç È Ç È Ç È Ç È Ç È Ç È Ç È Ç È Ho studiato fino alle 10,30 e ora sono stanco. |
AZIONE DURATIVA (Imperfetto) |
AZIONE DEFINITA IMPROVVISA (Passato prossimo) |
Ç È Ç È Ç È Ç È Ç È Ç È Ç È Ç È Ç È Ç È Ç È Ç Ç È Ç È Ç È Ç È |
|
Ero a letto e leggevo |
quando hai telefonato. |
Il futuro si usa per indicare un'azione che avviene successivamente rispetto al momento in cui si parla:
Lanno prossimo parlerò italiano
Quando siamo certi che un fatto si verificherà o abbiamo programmato di fare qualcosa nel futuro è possibile usare anche il presente indicativo:
Il futuro si usa anche per esprimere:
Sarà come dici tu, ma io non sono daccordo
· dubbio, supposizione, ipotesi
Saranno le 5
· un ordine o un comando
Farai tutti i compiti prima di uscire
Dovrai comprare il pane.
Il presente indicativo si forma aggiungendo alla radice del verbo le desinenze del presente di ciascuna coniugazione, come nei seguenti esempi:
SINGOLARE |
PLURALE |
|||
| 1° Coniugazione | Io pens Tu pens Lui/Lei pens |
-erò -erai -erà |
Noi pens Voi pens Loro pens |
-eremo -erete -eranno |
| 2° Coniugazione | Io prend Tu prend Lui/Lei prend |
-erò -erai -erà |
Noi prend Voi prend Loro prend |
-eremo -erete -eranno |
| 3° Coniugazione | Io apr Tu apr Lui/Lei apr |
-irò -irai -irà |
Noi apr Voi apr Loro apr |
-iremo -irete -iranno |
Il futuro anteriore è il tempo composto del futuro e indica unazione che avviene prima di unaltra espressa al futuro semplice.
Stasera potrai uscire dopo che avrai fatto i compiti (prima fai i compiti, dopo esci)
L'infinito esprime unazione o un fatto in modo indefinito, senza la persona né il numero.
L'infinito ha due tempi: il presente e il passato
PRESENTE (O SEMPLICE) |
PASSATO (O COMPOSTO) |
lavorare scrivere partire |
Avere lavorato Avere scritto Essere partito |
Può essere usato sia come verbo, sia come sostantivo (nome), anche se la distinzione tra i due usi non è sempre chiarissima.
Principali usi dellinfinito presente:
Come verbo:
Prendere della carne
Riempire dacqua e poi cuocere a fuoco lento per 5 minuti
Leggere attentamente le istruzioni
Non gettare oggetti dai finestrini (imperativo negativo)
Prendere o lasciare!
· generalmente esprime unazione contemporanea a quella della reggente:
Vado/Sono andato/Andrò in Italia per studiare litaliano.
· accompagna i verbi servili (potere, volere, dovere) o i verbi fraseologici (stare, iniziare, continuare ecc.):
Voglio comprare una macchina nuova
Inizio a leggere un nuovo libro
Come nome:
Può essere accompagnato da un articolo o da una preposizione, spesso sottintesi.
È bello andare in vacanza (= landare)
Lavorare stanca (=il lavorare )
Preferisco leggere (= la lettura)
Imparare una lingua è difficile (= lapprendimento di)
E bravo nel correre (= nella corsa)
Principali usi dellinfinito passato:
Esprime unazione che si è svolta prima di quella della reggente:
Capisco di aver sbagliato (=ora capisco che prima avevo sbagliato)
Spero di aver capito bene (=ora spero di avere capito bene ciò che ho appreso prima)
Speravo di aver capito tutto (=ieri speravo di avere capito tutto ciò che avevo appreso laltro ieri)
Il participio ha due tempi, il presente e il passato:
amante (presente)
amato (passato)
Ha una forma per il singolare e una forma per il plurale:
PARTICIPIO PRESENTE amante (singolare, masch. e femm.) amanti (plurale, masch. e femm.) |
PARTICIPIO PASSATO amato /a (singolare, masch. e femm.) amati/e (plurale, masch. e femm.) |
Il participio presente è usato raramente come verbo. Molto spesso è usato in funzione di aggettivo o nome:
Le famiglie abitanti in questo palazzo (verbo)
Carla è sorridente (aggettivo)
Il cantante era molto bravo (nome)
Il participio passato si usa:
Bevuto il caffè, uscì dal bar
Finiti i lavori, tornò a casa
· nei tempi composti (con gli ausiliari essere e avere) e nella forma passiva:
Ho mangiato
Sei andato via?
La porta è stata aperta da Luigi
· come aggettivo
È un uomo sposato
Ho comprato una rivista illustrata
· come sostantivo
Limputato fu assolto
Gli invitati non sono ancora arrivati
Il participio passato concorda in genere e numero:
Maria è andata via.
Loro sono partiti presto.
· quando ha valore di aggettivo:
È una donna sposata.
· quando è preceduto dalle particelle pronominali lo, la, li, le, in funzione di complemento oggetto
Lho vista ieri.
Li ho visti ieri
Quando il participio passato è unito allausiliare avere rimane invariato.
Maria ha sposato Luigi
Il gerundio indica il modo di svolgersi dellazione, in riferimento ad unaltra azione di modo finito.
Guardando dalla finestra vedo il tuo giardino
Il gerundio ha due tempi, il presente e il passato:
cantando (presente)
avendo cantato (passato)
Il gerundio presente si usa per indicare che lazione espressa dal gerundio si è verificata contemporaneamente a quella espressa dal verbo reggente. Può riferirsi:
al presente: guardando (=quando guardo) dalla finestra vedo il tuo giardino;
al passato: guardando (=mentre guardavo) dalla finestra ti ho visto passare;
al futuro: guardando (=quando guarderò) dalla finestra, vedrò il giardino fiorito.
Il gerundio passato si usa per indicare che lazione espressa dal gerundio si è verificata prima di quella espressa dal verbo reggente:
Avendo camminato a lungo sono stanco (=prima ho camminato a lungo, adesso sono stanco)
La costruzione con il gerundio passato non è molto usata perché si preferisce usare costruzioni esplicite come:
Sono stanco perché ho camminato a lungo
Locuzioni perifrastiche col gerundio
Le tre forme perifrastiche hanno in comune il senso della durata dellazione.
Carla non viene perché sta studiando
Mario sta guardando la TV (in questo momento)
· andare + gerundio si usa per sottolineare che lazione dura nel tempo in modo progressivo e ripetitivo:
Mario va dicendo a tutti che Luca è un bugiardo
· venire + gerundio si usa per indicare unazione che si compie gradualmente:
Tutti i giornali vengono divulgando notizie false sul suo conto
Il congiuntivo è il modo verbale della soggettività ed è un modo tipico delle subordinate. La sua caratteristica è infatti quella di dipendere da una proposizione principale che contiene un elemento che indica soggettività, dubbio, incertezza, volontà, possibilità.
Es. Partendo da unazione indipendente, come "Il treno parte alle 8,20", si possono generare due frasi composte, costituite dalle seguenti proposizioni:
PROPOSIZIONE PRINCIPALE |
PROPOSIZIONE SUBORDINATA |
|
| 1. | So che | il treno parte alle 8,20 |
| 2. | Credo che | il treno parta alle 8,20 |
Nella frase 1. il parlante nella proposizione principale esprime la realtà in modo oggettivo, con sicurezza, utilizzando il verbo "sapere". Nella secondaria, di conseguenza, il verbo sarà allindicativo (parte).
Nella frase 2., invece, il parlante nella proposizione principale esprime la realtà in modo soggettivo, con insicurezza, utilizzando il verbo "credere". Nella secondaria, di conseguenza, il verbo sarà al congiuntivo (parta).
Il congiuntivo, tuttavia, si può trovare anche in proposizioni principali o indipendenti. È il caso delle proposizioni dubitative, esclamative e in alcune forme dellimperativo:
Magari venisse!!! (esclamativa)
Mario non cè ancora. Che venga più tardi? (dubitativa)
Le luci sono spente. Che siano già partiti? (dubitativa)
Venga avanti Sig. Rossi! (imperativa)
Dispone di quattro tempi: presente, imperfetto, passato, trapassato, la cui scelta, come vedremo più sotto, è condizionata dal tempo utilizzato nella principale.
Il congiuntivo è di norma introdotto da una congiunzione, come che, sebbene, benché, affinché, ecc.
Mi sembra che sia andato a casa
Principali usi del congiuntivo nelle subordinate:
Credo/Mi sembra che i tuoi amici escano
Speriamo che sia solo un errore
Non sapevo che Giulio guidasse
Ho paura che non faccia in tempo
Voglio che voi partiate al più presto
· con verbi che esprimono unopinione o una persuasione: credere, supporre, pensare, accettare, attendere, assicurarsi, augurarsi, chiedere, dubitare, domandare, lasciare, negare, ordinare, sospettare, ecc.
Penso che si tratti di un problema serio
Pensavo che gli scrivessi tu
Credevo che il treno partisse alle 8,20
Dubito che Mario parta stasera.
Mi auguro che tutto vada bene.
· con verbi che esprimono un sentimento come piacere, dispiacere. Espressioni come mi dà fastidio che, mi fa rabbia che.
Mi piace che mi trattino bene!
Mi dà fastidio che (lei) arrivi sempre in ritardo!
Sono felice che voi veniate con noi
· con verbi impersonali, o usati in modo impersonale: bisogna che, occorre che, sembra che, si dice, si pensa. O con espressioni simili: è necessario che, è probabile che, è opportuno che, è meglio che, è strano che, è improbabile che, è facile che, è difficile che, è un peccato che, ecc.
È necessario che venga anchio?
Era meglio che studiassi di più
È strano che siano già partiti
· dopo alcune congiunzioni: benché, sebbene, malgrado, nonostante, affinché, a meno che, senza che. Dopo pronomi e aggettivi indefiniti come chiunque, qualunque ecc.
Sebbene studi molto, fa ancora molti errori
Qualunque cosa accada, sarò sempre dalla tua parte
· nei periodi ipotetici dellirrealtà o dellimpossibilità.
Se fossi in te gli parlerei
· con espressioni come (non) mi importa, (non) mi interessa che....
(Non) mi interessa che tu ci vada
· nelle comparazioni come:
È il più simpatico che io conosca!
È luomo più bello che io abbia mai visto
I tempi del congiuntivo
Si usa il congiuntivo presente quando c'è una relazione di contemporaneità con la proposizione principale.
Credo che sia una buona idea
Quando nella principale cè un tempo al passato, per esprimere la contemporaneità, si usa il congiuntivo imperfetto.
Credevo che fosse una buona idea
Pensavo che gli scrivessi tu
Ho pensato che venisse con noi
Quando la subordinata si riferisce a un fatto accaduto prima della proposizione principale, si usa il congiuntivo passato.
Credo che sia stata una buona idea
Quando la proposizione principale si riferisce a un fatto passato e il congiuntivo della subordinata si riferisce a un passato precedente si usa il congiuntivo trapassato.
Credevo che fosse stata una buona idea.
PRINCIPALE |
SECONDARIA |
| Indicativo
presente Credo |
Congiuntivo
presente che il treno parta alle 8 |
| Indicativo
passato Credevo/ho creduto Condizionale presente Vorrei |
Congiuntivo
imperfetto che il treno partisse alle 8 Congiuntivo imperfetto che il treno partisse alle 8 |
| Indicativo
presente Credo |
Congiuntivo
passato che il treno sia partito alle 8 |
| Indicativo
passato Credevo Condizionale passato Avrei voluto |
Congiuntivo
trapassato che il treno dosse partito alle 8 Congiuntivo trapassato che il treno fosse partito alle 8 |
Da notare: in alcune subordinate, quando il soggetto della proposizione principale e quello della subordinata coincidono, non si usa un congiuntivo bensì un infinito.
(io) credo che (io) sia Þ credo di essere
(io) ti telefono prima che (io) parta Þ ti telefono prima di partire
Lui crede che (lui) sia molto bello! Þ Lui crede di essere molto bello!
Modo del verbo che include una condizione. Esprime dubbio e incertezza.
Ha due tempi: il presente e il passato.
Il condizionale presente si forma aggiungendo alla radice del verbo le desinenze di ciascuna coniugazione, come nei seguenti esempi:
SINGOLARE |
PLURALE |
|||
| 1° Coniugazione | Io pens Tu pens Lui/Lei pens |
-erei -eresti -erebbe |
Noi pens Voi pens Loro pens |
-eremmo
-ereste -erebbero |
| 2° Coniugazione | Io prend Tu prend Lui/Lei prend |
-erei -eresti -erebbe |
Noi prend Voi prend Loro prend |
-eremmo
-ereste -erebbero |
| 3° Coniugazione | Io apr Tu apr Lui/Lei apr |
-irei -iresti -irebbe |
Noi apr Voi apr Loro apr |
-iremmo
-ireste -irebbero |
Da notare: i verbi che hanno il futuro irregolare presentano la stessa irregolarità al condizionale presente:
bere berrò (futuro, 1ª persona singolare)
bere berrei (condizionale presente, 1ª persona singolare)
Principali usi del condizionale presente:
Mangerei volentieri (se ci fosse qualcosa da mangiare)
Uscirei (eventualmente, se non fosse così tardi)
· per esprimere richieste in modo gentile:
Vorrei un caffè
Le dispiacerebbe chiudere la finestra?
Prenderei volentieri un aperitivo
· per esprimere un consiglio, un rimprovero benevolo, un desiderio
Dovresti studiare di più
Su quella mensola metterei il mobile
Io, al posto tuo, smetterei di fumare
· per esprimere lidea di eventualità, possibilità, probabilità
A letto riposeremmo meglio
Secondo voci non confermate, il Colosseo diventerebbe un condominio.
· per esprimere incertezza, dubbio
Che cosa potremmo fare?
· nei periodi ipotetici
Se non piovesse andremmo al mare
Il condizionale passato si forma con il condizionale presente degli ausiliari essere o avere + il participio passato del verbo, il quale, quando lausiliare è essere, concorda in genere e numero con il soggetto:
Lei sarebbe venuta presto
Saresti arrivato in tempo
Avrei preferito arrivare prima
Principali usi del condizionale passato:
Ieri ha detto che sarebbe venuto oggi alle 3
Luigi prima ha detto che avrebbe telefonato più tardi
· nei periodi ipotetici del 3° tipo o dellimpossibilità:
Sarebbe arrivato in tempo se avesse potuto
Sarei partita se non fossi stata malata
· per esprimere un rimpianto, un rimprovero benevolo su unazione che non si è verificata nel passato o che non si verificherà nel futuro:
Avremmo voluto fare più in fretta
Avresti dovuto studiare di più!